Codice Occhiali Ray Ban

A sentire l’attore, in vena di grande umiltà, la versatilità espressiva è merito della capacità dei bravi registi come Spielberg o Tarantino. E mentre dalla platea fioccavano le domande, lo stesso Walken sembrava sorpreso dalla cinefilia del pubblico astante, che chiedeva di titoli quasi dimenticati, come Roseland di James Ivory, o di film meno noti al grande pubblico, come Fratelli di Abel Ferrara. Battuta finale: “in che percentuale ritiene che siano stati importanti i capelli nel suo lavoro?” Sorriso luciferino di Walken.Gli americani del settore spettacolo difficilmente danno risposte frontali, fingono di non comprendere temi scomodi o glissano su temi compromettenti.

Invece la pellicola è pressoché priva di dialoghi, mentre dagli attori alla scenografia più che un film sembra di assistere alla ripresa di uno spettacolo teatrale.”Un’occasione persa, questa del film di Daniele Costantini, per tanti motivi: nelle idee della sceneggiatura, nel tema trattato sempre molto attuale e di moda e, soprattutto, nel confezionamento del film finale.Un film inutilmente troppo teatrale nel modo in cui la vicenda viene narrata direttamente dagli attori personaggi storici protagonisti, troppo forzato nel linguaggio popolare usato. Si è scelto un taglio narrativo teatrale con uno spazio fisso e gli attori che si rivolgono direttamente al pubblico, ma questo non può essere l’ottanta percento del film. Si potevano alternare scene di racconto diretto con immagini esterne, magari narrate in voce off.

Orbisons singing has inspired everyone who has heard it, from Springsteen to k. D. Lang, and laid the very foundation for goth. Alla sua seconda opera come regista, il giovane attore continua a parlare d’amore ma allarga il senso della definizione, cercando di abbracciare un mondo “altro” che unisca romanzo di formazione e impegno civile, critica al giovanilismo effimero e manifesto per un’etica umanitaria. Un altro mondo è quello che cerca Andrea, neo ventottenne che vive ovattato in un mondo fatto di lusso, festini e assegni in bianco, dal quale comincerà a emergere solo in seguito ad un viaggio in Kenya alla ricerca di un padre scomparso e di un fratello ignoto.A parlare in conferenza stampa, oltre al giovane autore pariolino, anche i co protagonisti Isabella Ragonese, Maya Sansa, Flavio Parenti e Michael Rainey Jr., la scrittrice Carla Vangelista (già sceneggiatrice di Parlami d’amore) e il dottor Gianfranco Morino, chirurgo che da anni lavora in Africa per realizzare un ospedale a Nairobi.Come definiresti questa opera seconda?Silvio Muccino: Ogni volta che me lo chiedono lo definisco come una specie di About a Boy ai tempi di Obama. La verità è che questo film è una fotografia della nostra società attuale che mette in campo tanto l’Italia quanto il Kenya, che proprio di Obama è il paese di origine.