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Il film sarà Ace Ventura: l’acchiappanimali e per il ruolo principale sarà scelto Jim Carrey, fino ad allora relegato a un piccolo ruolo nello sketch show della Fox ma che, successivamente a questa pellicola, raggiungerà la celebrità come stella assoluto della commedia a stelle e strisce.Dopo soli due anni raccoglie un ulteriore successo con Il professore matto stavolta con Eddie Murphy nel ruolo di protagonista di una commedia pensata forse più per la televisione che per il cinema. Dopo neanche un anno torna sul set con Jim Carrey per Bugiardo bugiardo, la storia di un avvocato afflitto da una vera deformazione professionale per la menzogna.Nel 1998 dalla collaborazione con Robin Williams nasce Patch Adams, pellicola sì comica e leggera, ma allo stesso tempo impegnata a evidenziare il degrado di molti ospedali americani.Il ritorno alla commedia puramente detta arriva nel 2000 con il seguito di Il professore matto, ancora una volta in grado di riscuotere un discreto successo ai botteghini, cosa che invece non avverrà per la successiva pellicola Dragonfly Il volo della libellula, film drammatico con Kevin Costner che stavolta non convince né il pubblico né la critica.Il riscatto dal primo vero e proprio insuccesso è forse più grande di tutte le esperienze passate e arriva ancora una volta grazie alla collaborazione con Jim Carrey, che darà vita a Una settimana da Dio, pellicola divertente che oltre a sbancare i botteghini ottiene stavolta segni di gradimento anche dalla critica. Al fianco di Carrey compaiono Jennifer Aniston e Morgan Freeman, quest’ultimo presente anche nel sequel, nelle sale nel 2007, Un’impresa da Dio..

Debutta giovanissimo nel cast del film di Lina Wertmller Io speriamo che me la cavo (1992), accanto a Paolo Villaggio, Isa Danieli e Paolo Bonacelli. Poi viene diretto niente meno che dai fratelli Taviani, Paolo e Vittorio, nella pellicola Fiorile (1993). Molto spesso nel cast di film di autori come Renzo Martinelli e Carlo Vanzina, recita anche nel drammatico Teatro di guerra (1998), passando al piccolo schermo con le miniserie Lui e lei (1998), La guerra è finita (2002) e Don Matteo(2004), senza contare la fiction Il grande Torino (2005).

Un rischio che correva il sopravvalutato Akira (1988). Un morbo che affligge in pieno il suo ultimo Steamboy, film d’animazione dalla faticosa lavorazione (9 anni) in cui tomo racconta in un’inutile ambientazione vittoriana da rivoluzione industriale la lotta dentro una famiglia (nonno idealista; padre superomista) attorno a un’innovazione tecnologica che potrebbe rivelarsi una letale arma di distruzione di massa.Fra gli appassionati di un genere che non conta solo il pubblico dei bambini c’era una grande attesa per Steamboy di Katsuhiro Otomo, il quale nel 1988 con il sorprendente Akira era stato il primo ad aprire al cartone animato nipponico i mercati internazionali. Ma il nuovo film, presentato alla Mostra di Venezia lo scorso settembre, non risulta altrettanto convincente; e anche se sembra pianificato in vista di un’accorta strategia produttiva di esportazione (ambientazione e caratteri sono rigorosamente anglosassoni) dubitiamo che possa ottenere il successo cui aspira.Diciassette anni dopo Akira, film ambasciatore del genere anime in Occidente torna Katsuihiro Otomo 51 anni) che ha cercato disperatamente i soldi per finire Steamboy, più volte interrotto.