Occhiali Della Ray Ban

Dopo una certa fatica iniziale le cose vanno quasi a posto. C’è una complicazione, anche gli altri fratelli vogliono prendere moglie, così organizzano un rapimento, proprio come fecero i romani con le sabine. Una valanga impedisce ai parenti di raggiungere le rapite, così passa l’inverno.

Perché cambiare stile se c’è sempre più gente che ferma l’auto bloccando il traffico per ‘godersi’ la vista delle vittime di incidenti stradali raccapriccianti? Ecco allora il consueto inanellamento di obbrobri sostenuto per di più da una sceneggiatura che per arrivare alla fatidica ora e mezza mette in scena un detective così poco perspicace che neanche l’ispettore Clouseau. Quello però ci divertiva. Continua.

E Quel Treno per Yuma è esattamente questo: un capolavoro. Del classico di Daves resta l’impianto e lo scontro fra i caratteri dei due protagonisti, là i grandi Glenn Ford e Van Heflin, qui gli altrettanti bravi Russel Crowe e Christian Bale. un uomo onesto che fatica a tirare avanti con la famiglia perché soggiogato dal detentore dell’atto di vendita del ranch che lo vorrebbe cacciare dalla proprietà in vista della costruzione della ferrovia.

Detto questo storia trita e ritrita, due ex campioni ben al di l del viale del tramonto, alle prese con i rancori del passato e con poco futuro davanti, se non altro che per limiti di et L occasione di rivincita arriver da l a poco, l ha bisogno di un grande match e questo il film. Detto questo storia trita e ritrita, due ex campioni ben al di l del viale del tramonto, alle prese con i rancori del passato e con poco futuro davanti, se non altro che per limiti di et L occasione di rivincita arriver da l a poco, l ha bisogno di un grande match e questo il film. Niente di eccezionale, ma un film cos cos doveva essere, lo spettatore lo sa gi quando acquista il biglietto..

Senlis, Piccardia, 1914. Séraphine Louis è un’umile governante che di giorno lavora come donna delle pulizie e lavandaia a cottimo e di notte dipinge fra le mura di un piccolo appartamento. Séraphine non ha alcuna conoscenza delle tecniche pittoriche.

Secondo film di Buuel dopo Un chien andalou dell’anno precedente, col quale costituisce il vero e proprio manifesto del surrealismo cinematografico (alla sceneggiatura collaborò Salvador Dalì, fra gli interpreti figura Max Ernst). Nei sessanta minuti di proiezione non assistiamo allo svolgersi di una trama ben definita ma, come al solito nei film del regista spagnolo, al susseguirsi di personaggi e di situazioni canonici, in una critica serrata e corrosiva al clericalismo, all’autoritarismo e alla repressione sessuale. Continua.