Ray Ban Classic

Lo stesso può dirsi di Indiana Jones, l’intrepido archeologo: Ford fu interpellato da Lucas dopo la rinuncia di Tom Selleck. Negli anni ha interpretato anche il cacciatore di androidi Rick Deckard nel film culto Blade Runner, il presidente degli Stati Uniti e l’agente segreto della CIA Jack Ryan tratto dai celeberrimi romanzi di .Oggi che torna con il quarto episodio delle e dopo alcune prove opache come Firewall e Hollywood Homicide il clamore planetario dell’avvenimento offre la misura della grandezza di questo attore, nel maggio del 2007 si è classificato al primo posto nella classifica “Le cento stelle del cinema più importanti di tutti i tempi” della prestigiosa rivista inglese cinematografica Empire, e tuttora è l’attore che ha guadagnato di più al box office (oltre 3 miliardi di dollari, meglio del tesoretto promesso da Visco). Nella sua carriera, però, ha ottenuto una sola nomination agli Oscar, per il film Witness nel 1987.

Sessantottino doc, sperimenta con il cinematografo ogni fantasia, rompendo i tabù del grande schermo: protagonisti che si rivolgono direttamente allo spettatore, la cinepresa sempre in spalle e troppo movimentata, inquadrature imperfette, recitazione imprecisa, sceneggiature latitanti se non inesistenti. Evolve così la sua filosofia visiva che, fra gli Anni Ottanta e Novanta, diventerà un collage poetico, fatto di riferimenti, citazioni (soprattutto al venerato Nicholas Ray) e omaggi ai maestri della storia della pittura, della letteratura (principalmente noir francese e statunitense), della poesia e della musica. Lezioni di cinema che verranno ereditate, se posso azzardarmi, da Lars von Trier, da sempre suo seguace e affascinato dalla nozione dell’immagine fine a se stessa.

L’antieroe farabutto e irriducibile che ha cavalcato il nostro immaginario a bordo del Millennium Falcon e a fianco dell’inseparabile Chewbecca (formidabile il suo ingresso in scena) non ispira più di questo a Ron Howard, i cui i film valgono sovente quello che valgono le loro sceneggiature. Alla maniera di Heart of the Sea, incapace di aprire gli abissi metafisici che inghiottono il lettore di “Moby Dick”, Solo non trova nuova forza per una vecchia saga. Svogliato e privo di invenzioni formali, questo western intergalattico fuori dalla grazia e dal (suo) contesto drammatico manca la magia dell’origine e delle origini di Ian, battezzato Solo da un burocrate in divisa e convertito all’azzardo (e al gioco da azzardo) dal Lando gigionesco di Donald Glover.