Ray Ban Novita

Un mio amico, riferendosi a una recente rubrica “Diversamente affabile” dedicata a Stephen Hawking e al senso di ogni esistenza, mi ha detto che gli aveva ricordato la scena fra Gelsomina (Giulietta Masina) e il funambolo chiamato Il Matto (Richard Brasehart), ne La strada di Federico Fellini. Gelsomina è triste perché sente di essere inutile (“io non servo a nessuno”) ma Il Matto le ricorda che “tutto quello che c’è a questo mondo serve a qualcosa” e che anche un . Lo schema è semplice e favolistico: una creatura acquatica catturata dal governo americano agli inizi degli anni .

Il giovane Max, prima timoroso, viene affascinato dal sogno di diventare direttore d’orchestra. Il Maestro viene incuriosito dal talento del ragazzino e decide di seguirlo poiché è un raro caso di “orecchio assoluto”. Max diventa quindi una sorta di assistente del musicista, ma nel più totale segreto.

Così mi fu ritirata”. Una storia che si è ripetuta con la Grolla d’Oro a Saint Vincent. Forse è per questo che ora Ravello si dedica quasi interamente alla regia: “Mi piace fare il regista. Marco Ferreri su di lei ci scommise tutto quello che aveva, e vinse. Rapidamente, si afferma come prima attrice al Teatro Stabile dell’Aquila ne “La figlia di Iorio” e “Antonio e Cleopatra”, cui segue “Molly cara” (dopo due anni di pausa). Poi ha una piccola parte nella miniserie di Edmo Fenoglio Il Conte di Montecristo (1966) che le permette di lavorare accanto a grandi artisti come: Andrea Giordana, Giuliana Lojodice, Sergio Tofano, Ugo Pagliai, Achille Millo, Fosco Giachetti e Tina Lattanzi.Il debutto sul grande schermoEsordisce cinematograficamente nel film di Gianfranco Mingozzi Trio (1967), poi lavora in Questi fantasmi, (1968) di Renato Castellani e alterna ancora una volta la tivù alla settima arte, partecipando al film per il piccolo schermo Il Circolo Pickwick (1968), di Ugo Gregoretti.

Insegna). Il mondo dei quarantenni narrati risulta di grandissima attualit il non voler crescere e restare sempre ragazzi qualcosa che si vede sempre pi di frequente e in questo la pellicola una piacevole sorpresa. Gli attori impersonano tutti bene i loro personaggi e sembrano a loro agio soprattutto nel creare un gruppo di amici, che nella storia, si conoscono da tempo.

Intendiamoci, il film non è affatto male, e riserva diversi momenti di sana paura mista a disgusto (la vampirina che lecca il sangue dal parquet fa il suo effetto), eppure non convince del tutto. Ma se dobbiamo parlare di “culto”, c’è da sospettare che questo stia diventando un vero e proprio genere, come ai tempi del western o del peplum. “Che film hai visto stasera?” “Ah, un cult movie, niente di speciale”..