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Qui parliamo di ragazzi e uomini, soprattutto ma non solo, che hanno trasformato il web in una fogna dove vomitare i propri istinti peggiori. Sono in decine di migliaia e si ritrovano in questa sistema solare parallelo dove i gruppi ruotano attorno a una sola stella, l’odio gratuito. Verso le minoranze “tutte da bruciare”, le donne “cagne da stuprare”, i migranti “da affondare assieme ai loro barconi”.

Un anno dopo Kate Moss conosce Pete Doherty, e quando entrambi vengono filmati in uno studio di registrazione in compagnia di quella che sembra essere inequivocabilmente cocaina, i tabloid di tutto il mondo gridano allo scandalo. Kate, chiusa in un silenzio alla Greta Garbo, vola in rehab e raddoppia i contratti pubblicitari grazie all’eco mediatica ricevuta. La sua storia d’amore però, pur sopravvissuta allo scandalo, ha vita breve e già nel 2007 Kate viene fotografata in compagnia di Jamie Hince, suo futuro marito.

Il successivo Happy Accidents (2000), presentato al Sundance Film Festival come altri titoli del regista, pur continuando sulla strada della commedia racconta di un viaggio nel tempo, di mondi lontani e della singolare storia d’amore tra l’uomo del futuro Sam e l’infermiera Ruby. Ma è solo con Session 9 (2001) che Anderson conquista il rispetto e la fiducia dei fan del cinema di genere, arrivando alla notorietà anche da noi grazie ad un’opera sfaccettata e di certo impatto emotivo. Girata in digitale, la pellicola parte da premesse note alcuni operai incaricati di smantellare l’amianto all’interno di un ospedale psichiatrico abbandonato si trovano a fronteggiare minacciose presenze per sviluppare un originale discorso sul tema del luogo infestato e della memoria, non esente nemmeno da un affascinante sottotesto politico.Più ambizioso, ma forse meno compatto rispetto al precedente, è l’angosciante L’uomo senza sonno (2004), che si avvale di una strepitosa interpretazione di Christian Bale, dimagrito di quasi trenta chili per interpretare un operaio di fabbrica preda di ossessioni e manie persecutorie nel segno di Dostoevskij citato apertamente: il protagonista legge L’idiota e del cinema visionario di Lynch e Cronenberg.

Quelle scritte sembrarono intollerabili, così che la polizia caricò, manganellò e disperse le manifestanti. Da quegli anni di acqua sotto i ponti ne è passata tanta . Ed oggi questa festa è vissuta molto meno drammaticamente e i risvolti sociali sono molto meno accentuati per fortuna ! Auguri a tutte Voi !!!! (1mar18 )..