Ray Ban Uomo Sole 2016

Dopo essere stata la co conduttrice di “Uno di noi” (2002 2003) e la presentatrice di “Libero” (2001) e “Nessundorma” (2004), viene scelta da Carlo Mazzacurati per affiancare Fabrizio Bentivoglio nell’omonimo remake di A cavallo della tigre (2002) di Luigi Comencini e con Nino Manfredi, e si presta per una parte più drammatica nel film Il posto dell’anima (2003) di Riccardo Milani, senza però convincere particolarmente la critica e il pubblico. Ci si aspetta, insomma, una delle sue smorfie comiche da un momento all’altro! Torna a essere compagna di set di Claudio Santamaria in Passato prossimo (2003) di Maria Sole Tognazzi, poi esplode nella sua esuberanza come “valletta” o presunta tale al Festival di Sanremo, accanto a Simona Ventura, con la quale aveva già collaborato in “Quelli che il calcio.”. Conquista veramente tutti con Tu la conosci Claudia? (2004), sempre affiancata dal trio Aldo, Giovanni Giacomo, e dopo in Non prendere impegni stasera (2006) di Gianluca Maria Tavarelli, riesce veramente a farsi anche interprete drammatica con la fiction biografica Maria Montessori Una vita per i bambini (2007) dello stesso regista, all’interno della quale investe il ruolo della pedagoga più nota al mondo, offrendo quel lato d’umanità che mancava a una figura troppo spesso reclusa nei libri di psicologia e pedagogia.Tra teatro, tv e ancora cinemaNel frattempo, a teatro, fa il pienone con lo spettacolo “Gli ultimi saranno ultimi” (2005 2006), anche se aveva dato prova di se stessa anche ne: “Roberto Zucco” (1996), “Bianca Snow” (1996), “L’uomo che inventò la televisione” (1997), “Cose che capitano” (1998), “Umane gesta” (1999) e “Ancora un attimo” (2003 2004).

Nel 2016 aprono invece il Festival di Berlino con la storia ambientata nella Hollywood degli anni ’50 Ave, Cesare!, in cui schierano ancora una volta George Clooney, Frances McDormand, Josh Brolin, insieme a Channig Tatum, Tilda Swinton e Ralph Fiennes.Intelligente, brillante, geniale, innegabilmente diverso ogni volta che posa il suo occhio sul mirino della cinepresa e straordinariamente originale, convince quasi sempre. La sua messa in scena è fin troppo perfetta e se non fosse per le venture bizzarre che scorrono come vasi sanguigni pompando personaggi fortemente caratterizzati nei suoi film quella sua misura nei tocchi, quel suo estremismo e quella sua veridicità verrebbe sicuramente meno. nell’eccesso che Coen mostra la verosimiglianza con la realtà, nella narrazione di un mondo che è in salute e normalissimamente spietato.