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Audrey Hepburn e il tubino nero, Coco Chanel e il tailleur, Elsa Schiaparelli e i cappelli surrealisti. Se si parla di stile è impossibile non far riferimento a certi e precisi codici estetici che aiutano al riconoscimento. Insomma una sorta di impronta che determina, per sua natura, quel specificostile.

C’è il disorientamento felice e anche un po’ incosciente, come se un limbo avesse protetto i cinque fino ad allora da tutto, manca la profondità drammatica: nella riflessione sulla morte dell’amico, nella condivisione della gravidanza di Ilaria, nella fine della storia tra Vincenzo e Francesca. Si avverte sofferenza vera solo nel confronto tra Marta e Andrea. Molto più spazio è dato a un risibile furto (con restituzione) di argenteria, a momenti di puro cazzeggio autoreferenziale tutti nella doccia, corse tra i girasoli al tramonto o a gag sovversive e spensierate come cercare la rissa pacifista con un parà o sodomizzare un’anguria per scommessa.

Ovviamente è repentina la vendetta. E quando la osserviamo, bella come Audrey Hepburn, su un marciapiede, mentre la Lancia di Gassman la innaffia completamente, non riusciamo a trattenere un sorriso di fronte alla sua smorfia. Ecco, proprio in quel punto, abbiamo scoperto Mia Benedetta.

Nato a Roma, suo padre faceva lo stunt man nei film di Sergio Leone, mentre suo zio era l’attore Raf Baldassarre; la famiglia gli trasmette così la passione per la recitazione e Patrizio inizia a recitare fin da bambino in diversi spot pubblicitari, cominciando poi alla tenera età di otto anni a recitare in vari fotoromanzi. Prende lezioni di recitazione dall’attrice Anna Maria Bottini, per poi frequentare diverse scuole, fra cui lo studio Duse di Roma e il corso di cinema diretto da Lino Damiani. Nel 1999 arriva al suo primo lungometraggio, interpretando il ruolo di un carabiniere in Le complici di Emanuela Piovano.

Nacque così la divertente pellicola Viso pallido (1948), nel quale la Russell vestì i panni della storica Calamity Jane.”Doppia dinamite” e Gli uomini preferiscono le biondeNegli anni Cinquanta, lavorò ancora sul grande schermo come partner di Robert Mitchum nei polizieschi Il suo tipo di donna (1951) e L’avventuriero di Macao (1952) di Josef von Sternberg. Definita double dynamite (doppia dinamite) recitò con Frank Sinatra (Questi dannati quattrini, 1951, il cui titolo originale è appunto Double Dynamite) e con Victor Mature e Vincent Price (La città del piacere, 1952), toccando l’apice del successo in Gli uomini preferiscono le bionde (1953) di Howard Hawks, accanto a Marilyn Monroe e Charles Coburn. Il ruolo di Dorothy Shaw, splendida ballerina americana dagli occhi ammalianti e dai vestiti pieni di paillettes che preferisce i muscoli ai diamanti, mise in risalto tutta la sua bravura, tanto da spingerla, nel 1955, a lavorare al sequel del film Gli uomini sposano le brune.Altri filmHughes e la RKO, la imporranno poi in La linea francese (1953), dove si mostrerà in costume da bagno intero, che però si strapperà strategicamente trasformandosi in un audace bikini.

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