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Al via oggi la nuova stagione di Techetechetè, il programma che ripropone ai telespettatori il meglio della tv in bianco e nero attraverso i preziosissimi filmati contenuti nelle teche Rai. Protagonista del primo appuntamento della stagione sarà l’indimenticabile Totò, che per qualche ora tornerà sul piccolo schermo con i suoi sketch più divertenti. Attore simbolo del cinema comico e maschera indimenticabile della commedia dell’arte, le sua battute più celebri fanno ancora parte del linguaggio più comune degli italiani, per i quali il suo ricordo è ancora vivo a più di cinquant’anni dalla sua morte.

Ma è necessario essere David Cronenberg per saper dosare con la giusta consapevolezza i toni di un progressivo scatenarsi di pulsioni tenute a freno. Winding Refn non si rivela all’altezza del compito che si è prefisso convinto com’è che basti far scorrere un po’ di sangue in più per ottenere il risultato. Non basta.”Drive” è una parola complessa in inglese.

Subito dopo ritrova James Ivory, il regista che più di tutti ha saputo valorizzarla, per Ritorno a Brideshead, una pellicola in costume tipicamente british, tratta da un romanzo di Evelyn Vaugh. Il 2009 sarà un anno molto prolifico per la Thompson: prima fa parte del cast di An Education, un film segnato dalla sceneggiatura di Nick Hornby, nome di spicco della letteratura inglese contemporanea, che racconta, come solo lui sa fare, l’adolescenza turbata di una studentessa alle prese con la crescita emotiva e il sogno di Oxford, poi risponde alla chiamata di Richard Curtis, re della commedia inglese dopo un capolavoro come Quattro matrimoni e un funerale, per I love Radio Rock, un film a ritmo di rock anni ’60 sulla storia di una radio libera, che trasmetteva da una nave nelle acque del Mare del Nord. L’anno dopo veste ancora una volta i panni della tata in Tata Matilda e il grande botto e nel 2012 torna in Effie, Men in Black 3 dando poi la voce alla regina Eleanor nel film Pixar Ribelle The Brave.

Vai alla recensioneAmbientato ad Amburgo, il film un ritratto cinico ed efficace del mondo dello spionaggio contemporaneo, tra intrighi, doppi giochi e compromessi in cui le cose non vanno mai come pianificato e in cui il braccio (pre)potente dell agisce e comanda, mettendo mano su qualunque faccenda. Il cast è americano, ma la rilettura in chiave europea del format spy story è interessante. Coglie bene il genere, con un pizzico di innovatività nella sceneggiatura..

Cupo e inquietante, ambientato in una Londra umida e invernale, Eastern Promises è forse uno dei lavori stilisticamente più compatti ed efficaci di Cronenberg. La fotografia che vira sul rosso e il nero; l’atmosfera sospesa in cui si muovono i protagonisti, costruiscono un mondo disturbante e precario. Il tutto consente la messa in scena dell’ossessione per il corpo come superficie d’iscrizione della propria memoria, luogo delle impronte del passato.

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